L’interesse per le lampade, o meglio per quelli che io definisco “oggetti luminosi”, proviene da una scommessa fatta con me stesso, e cioè se fossi riuscito a creare qualcosa di nuovo e di diverso nel campo dell’illuminotecnica.

Ho cercato di condensare design, scultura ed installazione in modo che potessero convivere fra loro in maniera armonica ma inusuale, dando loro vita e utilità tramite la luce.

La creazione di questi oggetti non si discosta di molto dal resto della mia attività: si basa anch’essa sul concetto di riuso, di vecchi oggetti di uso quotidiano dimenticati, come il telaio di una bicicletta o lo scheletro di un ombrello, fino ad arrivare agli scarti di lavorazioni in metacrilato, materiale meraviglioso e poliedrico, le cui caratteristiche mi hanno subito stimolato nel gioco della composizione creativa.